LA VIOLENZA SUL LAVORO

Cos’è la violenza sul luogo di lavoro?

LA VIOLENZA SUL LAVORO
LA VIOLENZA SUL LAVORO

La violenza sul luogo di lavoro è stata definita dall’Unione Europea come un insieme di episodi nei quali “i lavoratori sono abusati, minacciati e assaliti in circostanze correlate al loro lavoro, anche quando si recano al lavoro, e che provocano un cambiamento alla loro sicurezza, benessere e salute fisica e psichica”.

Gli episodi di molestie sul luogo di lavoro si esprimono in forme differenti, fisiche, psicologiche o sessuali e si possono presentare come singolo episodio o avere carattere più frequente e sistematico:

  • Comportamenti incivili (mancanza di rispetto per gli altri);
  • Aggressioni fisiche o verbali (con intento lesivo);
  • Violenza personale (con intento nocivo).

È importante chiarire che le aggressioni sul luogo di lavoro possono avere sia origine endogena, ovvero maturare ed essere veicolate da persone interne all’azienda nei confronti di colleghi, oppure essere messe in atto da soggetti esterni all’Organizzazione.

Le figure professionali coinvolte

Gli ambienti maggiormente a rischio si concentrano prevalentemente nel settore dei servizi, come le organizzazioni che operano nei settori della sanità, dei trasporti, del commercio, della ristorazione, nel settore finanziario e nell’istruzione.

In particolare:

  • Il personale sanitario, all’interno di un pronto soccorso o in servizio al SERT o l’addetto alla guardia medica notturna;
  • L’assistente sociale;
  • L’autista di autobus per il trasporto pubblico;
  • L’insegnante che ha ripreso uno studente per il suo comportamento o espresso un giudizio negativo sul rendimento, e così via.

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio a cui sono esposti maggiormente i lavoratori sono:

  • Gestione di merci, denaro contante e oggetti di valore;
  • Lavori svolti in condizioni di solitudine;
  • Lavori d’ispezione, di controllo e più in generale funzioni che comportano esercizio d’‘autorità;
  • Contatti con alcuni tipi di clienti (persone che richiedono prestiti, pazienti con precedenti di violenza o patologie associate ad atteggiamenti violenti, individui sotto l’effetto dell’alcool o di droghe);
  • Organizzazioni che presentano una cattiva gestione, in quanto questo fatto può aumentare l’aggressività nei clienti.

Effetti sulla salute

La violenza sul luogo di lavoro determina conseguenze che variano notevolmente a seconda del singolo operatore: dalla demotivazione allo svilimento del lavoro svolto, dallo stress (ciò vale anche per chi è indirettamente vittima, chi assiste all’atto o all’episodio di violenza), ai danni alla salute fisica o psicologica. Nella vittima di aggressione possono svilupparsi anche sintomi post traumatici come paure, fobie e disturbi del sonno.

Molestia sessuale e Mobbing

Con il termine molestia sessuale si fa riferimento ad un comportamento indesiderato a connotazione sessuale, espresso in forma verbale, con lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona particolare attraverso la creazione di un clima intimidatorio, degradante, umiliante o offensivo.

Il mobbing sul lavoro invece consiste in un insieme di comportamenti violenti perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso.

Riconoscere il Mobbing non è semplice. In genere, per rientrare nella definizione di Mobbing le azioni compiute dovrebbero:

  • Ripetersi per un lungo periodo di tempo;
  • Reiterarsi in modo sistematico e continuato;
  • Avere uno scopo preciso, quindi essere azioni intenzionali.

Azioni preventive

Tra le principali azioni preventive per ridurre il rischio di violenze sul lavoro è possibile:

  • Adottare misure per la sicurezza fisica (serrature, divisori, illuminazione adeguata, reception desk, uscite di sicurezza, installazione di telecamere a circuito chiuso, sistemi di allarme, ecc.);
  • Regolare rimozione del contante e degli oggetti di valore;
  • Evitare di far lavorare i dipendenti in condizioni di isolamento e, qualora ciò non fosse possibile, mantenere i contatti con loro;
  • Migliorare il servizio di accoglienza e di pubblica informazione;
  • Riconoscere i comportamenti inaccettabili e i segnali precoci di aggressività del personale;
  • Studiare strategie per gestire le situazioni difficili con i clienti.

Ricordiamo infine, chi subisce una molestia può presentare una denuncia penale, fare causa civile per il risarcimento del danno o rivolgersi al sindacato.

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