LE MALATTIE PROFESSIONALI

Cosa sono le malattie professionali?

LE MALATTIE PROFESSIONALI
LE MALATTIE PROFESSIONALI

Le malattie professionali sono delle patologie che possono manifestarsi a causa dell’attività lavorativa. La malattia professionale è chiamata anche tecnopatia e presuppone che il rischio sia provocato dall’attività lavorativa in maniera progressiva e da una serie di atti ripetuti nel tempo sul luogo di lavoro. È infatti contraddistinta da un’azione lenta sull’organismo, non aggressiva e non concentrata nel tempo.

Le malattie professionali riconosciute dall’INAIL

Le malattie professionali sono suddivise in malattie professionali tabellate e non tabellate. Vengono definite così perché sono indicate in tabelle approvate dall’Inail e per le quali precisamente l’ente prevede la causa di servizio (il riconoscimento della dipendenza dal lavoro di una infermità o di lesioni fisiche contratte a causa del servizio prestato).

Le malattie tabellate

Le malattie tabellate sono quelle elencate nelle tabelle e precisamente sono:

  • 85 malattie per l’industria;
  • 24 malattie per l’agricoltura.

Oltre al tipo di malattia e al tipo di lavoro sono elencati anche i periodi massimi di indennizzo da quando è cessato il lavoro. Sono comprese anche la silicosi, asbestosi e le malattie dai raggi X per il personale sanitario.

Tuttavia, perché possa essere valido tutto ciò che è riportato dalla tabella dell’Inail la malattia va denunciata entro un determinato periodo dalla cessazione dell’attività rischiosa.

Le malattie professionali sono tabellate se:

  • Indicate nelle due tabelle (una per l’industria e una per l’agricoltura)
  • Provocate da lavorazioni indicate nelle stesse tabelle;
  • Denunciate entro un determinato periodo dalla cessazione dell’attività rischiosa, fissato nelle tabelle stesse.

In presenza delle sopraindicate condizioni si presume che la malattia abbia origine professionale.

Le malattie non tabellate

Le malattie professionali non tabellate sono quelle non elencate nelle tabelle per le quali il lavoratore deve dimostrare l’origine professionale, cosa che per la malattia tabellare non va fatta. Le malattie non presenti nelle opportune tabelle possono essere tuttavia malattie professionali, cioè causate dal tipo di attività svolta o dall’ambiente di lavoro.

Perché la malattia non tabellata sia indennizzata dall’Inail, il lavoratore però deve dimostrare il suo collegamento con l’attività lavorativa o con l’ambiente di lavoro.

Nello specifico, il lavoratore deve dimostrare:

  • Di essere stato esposto a un rischio per la salute;
  • Le specifiche condizioni di lavoro;
  • Le mansioni svolte;
  • La durata e l’intensità dell’esposizione ai fattori di rischio;
  • L’origine professionale della malattia.

Silicosi e asbestosi

Le malattie professionali come la silicosi e l’asbestosi sono sottoposte a un regime disciplinare particolare, perché sono patologie tipiche delle lavorazioni.

Sono malattie gravi e irreversibili dell’apparato respiratorio, sono disciplinate da una normativa appropriata. Queste malattie devono essere contratte nell’esercizio delle lavorazioni indicate nell’apposita tabella allegato n. 8 al Testo Unico.

A differenza di quanto disposto per le altre malattie professionali, non è richiesto che queste patologie siano contratte a causa delle lavorazioni esercitate in quanto si tratta di malattie tipiche delle lavorazioni stesse, e non è previsto per la denuncia un termine massimo di indennizzabilità dalla data di cessazione dell’attività rischiosa.

Chi esegue la diagnosi?

Nel caso si abbia il sospetto di avere una malattia di cui le possibili cause sono da ricondursi all’attività o all’ambiente lavorativo, ci si deve rivolgere al proprio medico curante, o a un medico specialista o al medico competente dell’azienda.

In allegato la tabella delle malattie professionali.

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