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LE ZOONOSI E IL RISCHIO BIOLOGICO

LE ZOONOSI E IL RISCHIO BIOLOGICO

Il tema delle zoonosi costituisce un importante problema di sanità pubblica rappresentando il 75% delle malattie emergenti a livello mondiale

Le zoonosi e il rischio biologico
Il rischio biologico

Le zoonosi vettore trasmesse

Le zoonosi vettore trasmesse sono infezioni o malattie acquisite tra animali e uomo mediante la puntura e/o il morso di vettori infetti. I vettori sono per la gran parte zanzare, zecche e flebotomi, in grado di trasmettere l’agente patogeno.

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Le infezioni da zoonosi occupazionali

Le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici acquisite in occasione di specifiche attività lavorative possono essere considerate zoonosi occupazionali e riguardano tutti coloro che hanno contatti diretti e/o indiretti con animali o loro derivati.

Alcune zoonosi rappresentano quindi un vero e proprio rischio per i lavoratori che svolgono la loro attività in ambienti outdoor, facendo rientrare a pieno titolo le zoonosi occupazionali nella prevenzione e gestione del rischio biologico.

Il rischio biologico

Il rischio biologico da zoonosi è strettamente correlato allo stato dell’igiene degli animali allevati, il quale è inoltre soggetto a variazioni dovute alle modificazioni ambientali e alle diverse tipologie e modalità delle attività praticate.

Per prevenire le zoonosi è fondamentale effettuare un controllo puntuale dello stato di salute dell’animale.  Tra i fattori di controllo è necessario prestare attenzione alla conduzione dell’allevamento, ai trattamenti vaccinali e terapeutici, all’esecuzione della profilassi, alla scelta e la manutenzione dei ricoveri.

Le categorie a rischio

Alcune categorie professionali sono potenzialmente più esposte, come i boscaioli, gli agricoltori, i cacciatori, i forestali, i guardiacaccia, i veterinari, gli operatori delle telecomunicazioni e delle compagnie elettriche che posano tralicci in aree a rischio e tutti quelli che svolgono attività lavorativa all’aria aperta.

Per questi soggetti, alla luce delle indicazioni previste dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., dovrebbe essere raccomandata la profilassi attiva mediante la vaccinazione per le patologie per le quali il vaccino è disponibile (ad esempio la vaccinazione contro l’encefalite virale da zecca – TBE).

Misure di prevenzione

Secondo il D.Lgs. 81/2008, modificato e integrato dal D.Lgs. 106/2009, il datore di lavoro ha l’obbligo, sulla base della valutazione dei rischi, di tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori mediante l’attuazione di idonee strategie di prevenzione:

In particolare:

  • evitare l’esposizione ad agenti biologici mediante misure tecniche, organizzative e procedurali;
  • elaborare idonee procedure per manipolazione, decontaminazione ed eliminazione di materiali biologici e rifiuti contaminati;
  • far rispettare i principi di igiene personale (indumenti di lavoro separati da quelli civili, lavaggio delle mani, doccia a fine turno di lavoro, ecc.);
  • predisporre misure per la gestione delle emergenze;
  • sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria, quando prevista;
  • fornire adeguate informazioni e istruzioni sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione da adottare.

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