I PERICOLI NELL’USO DI FITOSANITARI IN AGRICOLTURA

L’uso deliberato di prodotti fitosanitari in agricoltura espone gli operatori a pericoli per la salute e la sicurezza, anche molto gravi.

L’uso deliberato di prodotti fitosanitari in agricoltura espone gli operatori a pericoli per la salute e la sicurezza, anche molto gravi.

Nel settore agricolo l’uso deliberato di:

  • Prodotti fitosanitari;
  • Concimi;
  • Disinfettanti (acido nitrico, fosforico, cloridrico, ammoniaca, calciocianammide…);
  • Battericidi (clorexidina, creolina);
  • Detergenti (anionici, cationici),

espone gli operatori ai pericoli connessi ad agenti chimici pericolosi presenti sul luogo di lavoro o risultanti da attività lavorative che ne comportino la presenza, distinti in:

  • pericoli per la sicurezza (incendio, esplosione, contatto con sostanze aggressive e/o corrosive, ustioni chimiche, in grado di provocare un infortunio);
  • pericoli per la salute (intossicazioni, malattie più o meno gravi).

PERICOLOSITÀ DEI PRODOTTI FITOSANITARI

I prodotti fitosanitari non sono tutti uguali e presentano livelli di pericolo molto diversi.

Inoltre, lo stesso principio attivo può essere commercializzato in diversi formulati cui corrispondono differenti etichettatura e classificazione di pericolosità.

Questa variabilità è dovuta, semplificando la complessità della materia, a:

  • variabilità nella concentrazione del principio attivo;
  • tipologia, pericolosità e concentrazione dei coadiuvanti e coformulanti presenti nel prodotto;
  • tipologia di formulazione (polvere bagnabile, fluido microincapsulato ecc.).

Quindi non è solo necessario comprendere quanto sia importante leggere le codifiche ed i pittogrammi presenti in etichetta e nella scheda di sicurezza, ma anche attenersi alle indicazioni d’uso e alle prescrizioni definite dal fornitore.

Ogni fornitore deve infatti:

  • Etichettare le proprie sostanze o miscele in conformità alle disposizioni del regolamento CLP prima di immetterle sul mercato. L’etichetta deve informare tutti coloro che manipolano sostanze chimiche riguardo ai relativi pericoli;
  • Consegnare una scheda dati di sicurezza ai propri clienti nella catena di approvvigionamento quando si tratta di sostanze e miscele pericolose.

EFFETTI TOSSICI DEI PRODOTTI FITOSANITARI

Gli effetti tossici dei prodotti fitosanitari sulla salute variano in relazione a diversi fattori quali le caratteristiche chimiche del principio attivo presente nel prodotto fitosanitario, la sua formulazione e concentrazione, la modalità e la durata dell’esposizione, le caratteristiche biologiche del soggetto esposto (predisposizione ad allergie, età, sesso).

La pericolosità intrinseca degli agenti chimici è connessa alla relativa classificazione; si distinguono infatti agenti:

Tossici acuti e tossici in caso di aspirazione: in caso di ingestione, assorbimento cutaneo, inalazione o penetrazione nelle vie respiratorie producono effetti nocivi acuti o cronici a carico di diversi organi.

Corrosivi: in caso di contatto, possono causare lesioni irreversibili e gravi alla pelle e agli occhi.

Irritanti: in caso di contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose, si può avere una reazione infiammatoria.

Sensibilizzanti: in caso di inalazione o assorbimento cutaneo, si può avere una reazione di ipersensibilizzazione per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce le reazioni tipiche delle allergie.

Cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione (CMR): in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza, oppure produrre mutazioni nei geni del soggetto. Le mutazioni possono portare all’insorgenza di tumori oppure indurre difetti genetici nei figli. I composti tossici per la riproduzione possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive maschili o femminili.

Una sostanza chimica, in base alle caratteristiche tossicologiche, alla durata e alla modalità di esposizione, può espletare due tipi di effetti:

  • tossicità acuta
  • tossicità cronica

TOSSICITÀ ACUTA DELLE SOSTANZE CHIMICHE

La tossicità dei prodotti fitosanitari si riferisce agli effetti causati dall’esposizione, in tempi relativamente brevi, ad una sostanza tossica in una singola dose o a dosi ripetute, ad elevate concentrazioni.

I sintomi che si manifestano possono essere:

  • Effetti immediati: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, disturbi visivi e dell’equilibrio, mal di testa, irritabilità, sonnolenza o insonnia, spossatezza, vertigini, tremori, confusine mentale, irritazione della pelle e degli occhi, tosse;
  • Effetti ritardati: diminuzione della vista, della memoria e della concentrazione, dolori muscolari e perdita della forza, calo di peso, depressione, perdita di coscienza, morte in caso di dosi molto elevate.

TOSSICITÀ CRONICA DELLE SOSTANZE CHIMICHE

La tossicità cronica dei prodotti fitosanitari si riferisce agli effetti causati da una graduale e continua esposizione, ripetuta nel tempo, a basse dosi della sostanza tossica, con accumulo della stessa nell’organismo.

Gli effetti si manifestano anche dopo mesi o anni dall’esposizione e possono essere di diversa natura:

  • Sensibilizzazione
    • Reazioni infiammatorie;
    • Immunosoppressione;
    • Forme allergiche per apparato respiratorio, cute e occhi.
  • Cancerogenicità
    • Induzione di tumori ma anche la possibilità di aumentarne la frequenza;
  • Patologie specifiche
    • Danni al sistema nervoso
    • Modificazioni della struttura di organi e tessuti
  • Mutagenicità
    • Alterazione dei geni con possibile trasmissione alla prole
  • Riproduzione
    • Diminuzione della fertilità o della funzione sessuale
    • Alterazioni del feto.

Secondo il regolamento CLP, i composti CMR sono divisi in tre categorie, 1A, 1B e 2, in funzione della disponibilità e della qualità delle informazioni reperibili su base sperimentale. Anche la International Agency for Research on Cancer (IARC) su analoga base definisce 5 gruppi di cancerogenicità: 1, 2A, 2B, 3 e 4, di cui gli ultimi due per i non classificabili ed i non cancerogeni.

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