COVID-19: COME GARANTIRE LA QUALITÀ DELL’ARIA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Indicazioni per ridurre il rischio di contagio negli ambienti lavorativi

Indicazioni per ridurre il rischio di contagio negli ambienti lavorativi
COVID-19: come garantire la qualità dell’aria negli ambienti di lavoro

In questa fase di emergenza COVID-19, caratterizzata dal ritorno al lavoro di molte persone, è fondamentale adottare appropriate procedure di prevenzione e protezione durante la permanenza nei diversi ambienti lavorativi senza dimenticare il miglioramento della qualità dell’aria indoor. Per questa ragione bisogna porre una particolare attenzione alle caratteristiche di qualità dell’aria indoor che vengono a determinarsi nei diversi ambienti, postazioni e spazi lavorativi, considerando l’influenza di diversi fattori:

  • Ricambio dell’aria (naturale, meccanico, centralizzato e non);
  • Parametri microclimatici strettamente connessi con la salute;
  • Uso di prodotti e di attrezzature impiegate nell’attività di pulizia, sanificazione e disinfezione;
  • Carichi di lavoro, rideterminati con l’obiettivo di garantire e massimizzare in ogni condizione la protezione della salute dei cittadini, visitatori, clienti e lavoratori, e assicurare la riduzione del rischio di trasmissione.
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Qualità dell’aria: rapporto ISS

A fornire utili informazioni per garantire la qualità dell’aria è il nuovo aggiornamento del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”.

In questo contesto emergenziale la qualità dell’aria indoor negli ambienti lavorativi delle piccole e grandi Amministrazioni ed Aziende ha un’importante influenza sulla salute, sulle prestazioni e sul benessere psicofisico dei lavoratori

Nel rapporto si fa riferimento agli ambienti lavorativi progettati con standard dedicati agli specifici scopi come uffici, supermercati, farmacie, parafarmacie, uffici e sportelli bancari e postali, aeroporti, stazioni e mezzi pubblici in cui interagiscono, per le diverse esigenze, dipendenti, clienti, visitatori, operatori di ditte esterne, fornitori e viaggiatori.

Misure generali per gli ambienti lavorativi

Alcuni consigli, azioni e raccomandazioni generali da mettere in atto giornalmente per affrontare questa fase d’emergenza e per limitare ogni forma di diffusione del virus SARSCoV-2, mantenendo così una buona qualità dell’aria indoor negli ambienti di lavoro, sono:

  • Garantire un buon ricambio dell’aria (con mezzi meccanici o naturali) in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale. Il ricambio dell’aria deve tener conto del numero di lavoratori presenti, del tipo di attività svolta e della durata della permanenza negli ambienti di lavoro.
  • Specifici impianti di ventilazione (Unità di Trattamento d’Aria-UTA, o Unità di Ventilazione Meccanica Controllata-VMC), correttamente progettati, che movimentano aria esterna outdoor attraverso motori/ventilatori e la distribuiscono attraverso condotti e griglie/diffusori posizionati a soffitto, sulle pareti o a pavimento e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno, devono mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7
  • Negli edifici dotati di impianti di riscaldamento/raffrescamento con apparecchi terminali locali (es. unità interne tipo fancoil) il cui funzionamento e regolazione della velocità possono essere centralizzati oppure governati dai lavoratori che occupano l’ambiente, si consiglia di mantenere in funzione l’impianto in modo continuo.
  • Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento.
  • Pulire le prese e le griglie di ventilazione con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e con i comuni saponi. In alternativa usare una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% v/v asciugando successivamente.

Come gestire gli impianti di climatizzazione

In generale, scarsi ricambi dell’aria favoriscono negli ambienti indoor l’esposizione a inquinanti chimici e biologici che possono facilitare la trasmissione di agenti patogeni. Vista la loro capacità, legata prevalentemente alle dimensioni della stanza, si consiglia di posizionare in maniera appropriata i climatizzatori portatili. Non vanno ad esempio posti vicini gli angoli o a pareti della stanza o a ridosso dei divani.

Durante l’utilizzo degli impianti:

  • evitare l’aria troppo secca che può generare la secchezza delle mucose nasali aumentando negli anziani il rischio di contrarre infezioni respiratorie;
  • non dimenticare di mantenere idonee condizioni microclimatiche negli ambienti (es. la temperatura ideale per il benessere fisiologico è compreso tra i 24 e i 26°C con un grado di umidità relativa del 50%, ad oggi è consigliato tale tasso dove la vitalità del virus è trascurabile);
  • pulire regolarmente (si consiglia una volta al mese), in base alle indicazioni fornite dal produttore e ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati (sono generalmente in materiale plastico es. polietilene PE, poliestere PL, poliammide o nylon PA, ecc.).

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