I RISCHI DEGLI ADDETTI ALLA RACCOLTA DEI RIFIUTI

Studio comparato sull’attività porta a porta dell’operatore ecologico: le criticità per la salute degli addetti alla raccolta dei rifiuti

I rischi degli addetti alla raccolta dei rifiuti
I rischi degli addetti alla raccolta dei rifiuti

La Federazione italiana autonoma dipendenti enti locali (FIADEL) ha pubblicato un documento dal titolo “Studio comparato sull’attività porta a porta dell’operatore ecologico” che ha come obiettivo quello di confrontare i vari dati raccolti di alcune patologie su determinate mansioni svolte dagli operatori ecologici.

L’analisi dei rischi per gli addetti alla raccolta dei rifiuti rileva la presenza di molteplici situazioni di rischio potenziale, in particolare:

  • il lavoro sulla strada;
  • le interazioni con macchine e attrezzature;
  • gli investimenti
  • agenti biologici;
  • agenti chimici
  • lo stress e la fatica.

Sono gli agenti fisici come la movimentazione manuale dei carichi – MMC, le vibrazioni e il rumore che risultano però di particolare interesse; infatti, come confermato dai dati INAIL, la maggior parte delle patologie denunciate nell’ambito del comparto della raccolta di rifiuti sono ricondotte alla MMC, pertanto i danni più comunemente appurati sono a carico del tratto dorso lombare della colonna vertebrale e dei muscoli annessi (mal di schiena, ernia del disco, artrosi), nonché delle articolazioni delle braccia o delle gambe.

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Addetti alla raccolta dei rifiuti: MMC

Molteplici sono i fattori di rischio specifico da MMC: carichi troppo pesanti, o difficili da afferrare o instabili e disomogenei o di contenuto tale da richiedere che la movimentazione avvenga in maniera non ottimale (carico lontano dal corpo per evitare il rischio di tagli con oggetti presenti all’interno, presa non sicura per il rischio di schegge, ecc.).

Inoltre, occorre considerare anche il rischio connesso alla necessità di torsioni del busto o di movimenti a strappo, come ad esempio il lancio del sacco nel mezzo di raccolta o il sollevamento in ambienti ristretti.

Lo studio INAIL rileva inoltre come i fattori peggiorativi consistono nella mancanza di:

  • attrezzature adeguate (sollevatori, ausili meccanici, sistemi di trasporto in grado di semplificare gli spostamenti, contenitori di volume ridotto o non troppo carichi, scivoli o pedane rialzate);
  • procedure di lavoro condivise;
  • turni di lavoro sostenibili e rotazione delle mansioni.

Sistemi di prevenzione e scelte organizzative

I sistemi di prevenzione da adottare sono rappresentati da una maggior automazione della raccolta e dello spazzamento, dall’adozione di mezzi a caricamento ribassato per piccoli contenitori di rifiuti (sacchi e cestoni). Inoltre, sono idonee e fondamentali anche le attrezzature di facile presa (grip ottimale) e con curvature ergonomiche che permettano di fare leva con tutte le braccia e non solo col polso.

Infine, va ricordato che le condizioni di esercizio, le carenze di manutenzione di macchine e mezzi, le interferenze con il traffico veicolare e con gli utenti costituiscono spesso fattori amplificanti dei rischi e talora sinergici e, al contempo, sintomi delle criticità da risolvere e della mancanza di consapevolezza, da parte di aziende, Istituzioni e degli stessi cittadini, dell’importanza delle attività di igiene urbana.

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