DMS: I DISTURBI MUSCOLO-SCHELETRICI IN AGRICOLTURA

Come ridurre i DMS fra i lavoratori agricoli


DMS: i disturbi muscolo-scheletrici in agricoltura

L’agricoltura rappresenta il settore con le percentuali più elevate di disturbi muscolo-scheletrici (DMS), in quanto comporta solitamente carichi pesanti, movimenti ripetitivi e posture statiche.

Nel quadro di un accordo di ricerca tra l’EU-OSHA e l’INAIL, è stato pubblicato il documento “Musculoskeletal disorders in agriculture: from identifying the risks to adopting preventive measures  – DMS nel settore agricolo: dall’individuazione dei rischi all’adozione di misure preventive”, che fornisce una guida alle micro e piccole imprese agricole per prevenire i DMS.

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Valutazione del rischio biomeccanico in agricoltura

Per eliminare o ridurre il rischio biomeccanico in agricoltura è necessario mettere in atto i seguenti passaggi:

  • raccolta dei dati sulle mansioni lavorative;
  • analisi dei dati e valutazione dei rischi mediante metodi standardizzati;
  • identificazione delle misure adeguate per eliminare o ridurre i rischi.

Tuttavia, diverse ragioni rendono difficile effettuare una valutazione del rischio in agricoltura, in particolare:

  • le attività lavorative non sono standardizzabili;
  • le diverse mansioni colturali variano a seconda delle stagioni;
  • le condizioni ambientali variano notevolmente;
  • i lavoratori hanno caratteristiche personali diverse (età, sesso, altezza, ecc.).

Le norme tecniche internazionali rappresentano il principale riferimento per la valutazione di rischio biomeccanico in agricoltura.

Di seguito sono indicati alcuni standard per i rischi specifici che possono causare DMS in agricoltura, con particolare riferimento alle seguenti voci:

  • movimentazione di carichi leggeri;
  • sollevamento e trasporto manuale di carichi;
  • spinta e trazione manuale dei carichi;
  • posture statiche.

DMS: movimentazione di carichi leggeri

La movimentazione dei carichi ad alta frequenza è una delle principali cause di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. In particolare, riguarda le seguenti attività:

  • potatura;
  • diradamento dei frutti;
  • raccolta di frutta e verdura.

Per effettuare un’adeguata valutazione del rischio è possibile seguire la guida ISO 11228-3 (2007) e ISO / TR 12295 (2014).

Gli standard tecnici consentono la valutazione di uno o più compiti ripetitivi svolti in un unico turno; tuttavia, sono allo studio algoritmi per la valutazione di periodi più lunghi (settimanale, mensile e annuale) per ottenere risultati più accurati per attività non standardizzabili, come l’agricoltura.

Sollevamento e trasporto manuale di carichi

Il sollevamento e il trasporto manuale di carichi possono comportare rischi dovuti al peso degli oggetti, alla postura del lavoratore, alla durata dell’incarico e alla frequenza del trattamento. Alcuni esempi di queste attività sono:

  • sollevare scatole e trasportarle su un rimorchio;
  • sollevare e trasportare attrezzature (raccoglitori elettrici o pneumatici, ecc.).

Per queste operazioni i riferimenti primari sono ISO 11228-1 (2003) e ISO / TR 12295 (2014), che riprendono, con opportune modifiche e integrazioni, l’equazione proposta dal The National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH), USA, che consente il calcolo di un indice di rischio.

Spinta e trazione manuale dei carichi

La spinta e il tiro manuale di carichi e oggetti può essere rischioso a causa della distanza percorsa, delle caratteristiche dell’ambiente di lavoro, della postura, della frequenza e della portata della forza necessaria.

In agricoltura, questo tipo di azione è meno frequente del sollevamento e del trasporto manuale di carichi ma necessita comunque di essere considerata e si verifica, ad esempio, nello stoccaggio di prodotti vegetali, prodotti fitosanitari, macchinari, ecc.

Per queste azioni, la valutazione del rischio segue le linee guida della ISO 11228-2 (2007), che consente il calcolo di un indice di rischio.

Posture statiche

Molte attività agricole manuali comportano il mantenimento di posture di lavoro statiche, che, secondo la ISO 11226 (2000), possono essere definite come posture di lavoro mantenute per più di 4 secondi con lieve o variazioni inesistenti attorno a un livello di forza fisso.

Alcuni esempi sono:

  • potatura, raccolta dell’uva e altri frutti, ecc. (braccia alzate);
  • raccogliere pomodori e altri ortaggi (schiena piegata);
  • raccolta delle fragole (posizioni accovacciate).

Per le operazioni che implicano l’assunzione di posture statiche, la valutazione del rischio può essere condotta secondo la ISO 11226 (2000), che non permette di calcolare un indice di rischio ma consente solo di valutare se una postura è accettabile o meno.

DMS: meccanizzazione

La meccanizzazione è particolarmente importante quando le tecniche di coltivazione sono ancora basate principalmente sul lavoro manuale, come nella coltivazione di olive, uva e altri prodotti ortofrutticoli.

Al fine di attuare misure di prevenzione e protezione in grado di mitigare il rischio di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, si segnala la possibilità di utilizzare strumenti elettropneumatici in sostituzione di quelli manuali. Sebbene ciò possa ridurre alcuni problemi critici (applicazione di forza e assunzione / mantenimento di posture scomode), può causare esposizione ad altri rischi, come vibrazioni mano-braccio.

Proprio per questo motivo è importante sottolineare che, come per qualsiasi cambiamento nelle condizioni di lavoro, deve essere effettuata un’attenta valutazione dei rischi per garantire il corretto utilizzo delle attrezzature in condizioni di sicurezza.

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