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SICUREZZA DELLE MACCHINE: COME RIDURRE I RISCHI?

SICUREZZA DELLE MACCHINE: COME RIDURRE I RISCHI?

Le misure integrate nella progettazione, le misure di protezione e il metodo a tre stadi


Sicurezza delle macchine: come ridurre i rischi?

Riguardo al tema della sicurezza delle macchine e di quanto devono fare i fabbricanti e i responsabili della loro immissione in commercio, l’istituto elvetico per l’assicurazione e la prevenzione degli infortuni (Suva) ha elaborato il documento “Valutare e ridurre i rischi. Metodo Suva per le macchine. Guida alla valutazione e alla riduzione del rischio per i fabbricanti e i responsabili dell’immissione in commercio”.

Il documento riporta una procedura pratica per la valutazione e la riduzione del rischio e indica che la scelta delle misure di protezione può avvenire in base ad un metodo a tre stadi:

  • misura di protezione integrata nella progettazione;
  • protezioni e misure di protezione complementari;
  • informazioni per l’uso.

Chiaramente l’eliminazione del pericolo ha la priorità massima. Se non è possibile, devono essere ridotti entrambi gli elementi di rischio (gravità del danno e probabilità di accadimento).

Grazie alla determinazione delle cause e alla conoscenza degli elementi di rischio forniti dalla stima del rischio, facendo riferimento alle norme armonizzate, è possibile stabilire misure di protezione adeguate.

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Le misure integrate nella progettazione

Il primo stadio proposto dal documento riguarda la misura di protezione integrata nella progettazione, la quale elimina i pericoli o riduce i rischi sfruttando le caratteristiche di progettazione della macchina stessa e/o l’interazione tra le persone esposte e la macchina.

In questo senso una misura di protezione integrata nella progettazione è la prima e più importante fase del processo di riduzione del rischio perché:

  • rappresenta l’unica possibilità di eliminare completamente i pericoli;
  • a differenza delle misure di protezione integrate nella progettazione, le protezioni tecniche, anche se ben progettate, possono presentare un guasto o essere eluse mentre le informazioni per l’uso potrebbero non essere osservate.

Le protezioni e le misure di protezione complementari

Il secondo stadio riguarda le protezioni e le misure di protezione complementari, da applicare quando una misura di protezione integrata nella progettazione non consente di eliminare i pericoli o di ridurre adeguatamente i rischi. Tali protezioni comprendono i ripari e i dispositivi di protezione.

I ripari, ossia rivestimenti, ripari interbloccati o ripari regolabili, formano barriere fisiche che impediscono l’accesso alla zona di pericolo, mentre i dispositivi di protezione (ad es. barriere fotoelettriche, dispositivi di comando a due mani, ecc.) sono barriere immateriali. Con queste misure di protezione l’accesso alla zona di pericolo è sempre possibile. Di conseguenza, i dispositivi di protezione devono disattivare il pericolo prima che possa essere raggiunta la zona di pericolo.

Nella scelta e progettazione di protezioni e misure di protezione complementari occorre poi:

  • Individuare e tenere conto delle circostanze che possono comportare un’anomalia della misura di protezione;
  • Fare in modo che le misure di protezione ostacolino il meno possibile la produzione e l’uso;
  • Assicurarsi che le misure di protezione non vengano disattivate ed eluse;
  • Adottare misure di protezione di durata adeguata;
  • Optare per misure di protezione facili da mantenere nel regolare stato di funzionamento, altrimenti potrebbe esservi uno stimolo a neutralizzare ed eludere la misura di protezione;
  • Confrontare la misura di protezione prevista con misure di protezione alternative applicando la procedura della stima del rischio.

La sicurezza delle macchine e le informazioni per l’uso

In riferimento alle informazioni per l’uso, se nonostante l’adozione di misure di protezione integrate nella progettazione nonché protezioni e misure di protezione complementari, i rischi permangono, le informazioni per l’uso devono segnalare i rischi residui nonché contenere almeno quanto segue:

  • procedure operative per l’uso sicuro della macchina;
  • la formazione necessaria per il personale che utilizza la macchina o altre persone che possono essere esposte ai pericoli associati alla macchina;
  • le informazioni, compresi gli avvertimenti sui rischi residui nelle diverse fasi del ciclo di vita della macchina;
  • la descrizione di ogni dispositivo di protezione individuale raccomandato, inclusi i dettagli sul loro utilizzo e sulla formazione richiesta.

Ovviamente le informazioni per l’uso non devono sostituirsi alle misure di protezione integrate nella progettazione, alle protezioni o alle misure di protezione complementari.

Il metodo a tre stadi

Attraverso il metodo a tre stadi, a ogni stadio si valuta se le misure di protezione adottate consentono di ottenere la riduzione del rischio prevista. In caso contrario, si attuano le misure di protezione dello stadio successivo. Qualora non si ottenga la riduzione del rischio prevista neanche dopo il terzo stadio, è necessario determinare nuovamente i limiti della macchina.

Se le misure di protezione adottate generano nuovi pericoli, bisogna valutare, stimare ed eventualmente ridurre i rischi correlati a questi pericoli.

In conclusione, la procedura di riduzione del rischio si considera definita quando la ponderazione del rischio residuo può essere valutata sufficiente.

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