LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONE

I dati più recenti indicano che il 21% dei lavoratori è esposto al rischio vibrazione. Proprio per questo motivo è necessario attuare all’interno dei luoghi di lavoro un’attenta analisi del rischio, adottando, laddove necessario, le adeguate misure di prevenzione.

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONE
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONE

Cosa sono le vibrazioni?

Il rischio vibrazione fa riferimento alle oscillazioni meccaniche di grande rapidità e piccola ampiezza, generate da onde di pressione che si trasmettono attraverso corpi solidi. Nel mondo lavorativo le vibrazioni vengono classificate in due tipologie:

  • vibrazioni trasmesse al corpo intero: oscillazioni generalizzate, a bassa e media frequenza;
  • vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: oscillazioni localizzate, ad alta frequenza.

Secondo la classificazione delle vibrazioni in base alle frequenze (Wisner), possiamo avere frequenze:

  • basse, ad esempio su mezzi di comunicazione come automobili e navi;
  • medie, ad esempio con macchine, impianti industriali e mezzi di trasporto;
  • alte, ad esempio con strumenti vibranti.
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La valutazione del rischio vibrazione

Per la valutazione del rischio vibrazione è necessario identificare tutte le fasi lavorative che comportano l’esposizione a vibrazioni, poi è necessario valutare i tempi di esposizione a ciascuna operazione, in seguito bisogna individuare la tipologia dei macchinari che espongono a vibrazioni e infine identificare le condizioni operative che possono aumentare l’esposizione a vibrazioni, come la postura, lo stato di manutenzione della macchina e altri fattori di rischio per la colonna vertebrale.

Come effettuare le misurazioni?

Le misurazioni delle vibrazioni sono generalmente effettuate per mezzo di uno strumento chiamato accelerometro, applicato all’impugnatura o al sedile della macchina utilizzata. Dalla lettura e dalla interpretazione della misurazione viene ottenuta l’accelerazione equivalente, valore medio che tiene conto delle variazioni di frequenza e di intensità delle vibrazioni durante il tempo di misura ritenuto rappresentativo della lavorazione. Da questa si calcola quindi il valore complessivo dell’accelerazione equivalente, relativo alle otto ore lavorative.

Alcune possibili misure preventive

Ricordiamo, per concludere, alcune possibili misure di prevenzione del rischio vibrazioni, come:

  • misure di carattere tecnico rivolta allo strumento vibrante (progettazione, manutenzione, ecc.);
  • misure di carattere organizzativo, ad esempio l’organizzazione del lavoro, i turni lavorativi; i dispositivi di protezione individuale (guanti ammortizzanti);
  • misure di carattere medico rivolta al lavoratore, come le visite di assunzione, le visite periodiche e le indagini strumentali.

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