LE CADUTE DALL’ALTO DEI GRAVI

Misure di prevenzione per eliminare e/o ridurre il rischio di cadute dall’alto dei gravi

Le cadute dall’alto dei gravi
Le cadute dall’alto dei gravi

L’ennesimo incidente mortale sul lavoro avvenuto due giorni fa nella provincia di Napoli, dove due operai sono morti a causa di un cedimento di un muro di contenimento, ci riporta ad affrontare un tema molto importante per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, ossia, la caduta dall’alto dei gravi.

Attraverso la pubblicazione dell’INAIL si evince che la caduta dall’alto di gravi avviene per il 54,1% durante la movimentazione dei carichi in ogni sua fase, il 27,1% riguarda invece il crollo, le frane e gli smottamenti del terreno avvenuti principalmente all’interno di scavi non puntellati o non protetti ed infine il 12,9% è dovuto a errato stoccaggio di materiale.

Analizzando le cadute dall’alto dei gravi durante la movimentazione dei carichi, si rilevano tre sottogruppi:

  • fasi operative errate nel 69,6%;
  • caduta del grave per il cedimento dell’attrezzatura di sollevamento o trasporto (o una parte di essa) nel 24% dei casi;
  • caduta a causa dell’urto durante la movimentazione nel 6,4% dei casi.
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Cadute dall’alto dei gravi dovute a movimentazione dei carichi

Le misure di prevenzione durante le lavorazioni che prevedono il sollevamento di carichi sono:

  • organizzare precauzionalmente le lavorazioni e i luoghi di lavoro per evitare o minimizzare il passaggio dei carichi sopra zone occupate dai lavoratori e per consentire la migliore visibilità di tutto lo spazio di manovra;
  • effettuare regolare manutenzione, controllo e verifica dei mezzi di sollevamento e trasporto, prevedendo manutenzioni ordinarie e straordinarie e i previsti sistemi di registrazione delle stesse;
  • utilizzare idonei sistemi di imbracatura;
  • segnalare in maniera idonea lo spazio di manovra del carico, impedirne l’accesso e formare adeguatamente i lavoratori sul significato della segnaletica e dei segnali, soprattutto quando questi comportano l’uso di gesti o di parole;
  • prevedere per il personale addetto alla conduzione dei mezzi un’adeguata informazione, formazione e addestramento sull’uso delle attrezzature in sicurezza e sui corretti metodi di imbracatura.

Cadute dall’alto dei gravi dovute a crolli, frane e smottamenti

Tra le misure di prevenzione nel caso di sbancamento e splateamento, scavo di pozzi e trincee, scavo di cunicoli, ecc. è fondamentale pianificare le attività per la messa in sicurezza dei lavoratori coinvolti prevedendo modalità di scavo con inclinazioni che impediscano le frane o predisponendo armature adeguate di consolidamento del terreno e delimitare la zona di pericolo mediante opportune segnalazioni.

Tra le altre misure preventive è previsto il divieto di presenza di operai nel campo di azione dell’escavatore e l’installazione di solide ed ampie piattaforme munite di parapetti.

Nei casi in cui venga effettuato il sollevamento di materiale dagli scavi è importante:

  • informare e formare i lavoratori sulle corrette procedure da seguire per eliminare o ridurre i rischi di crolli, frane o smottamenti del terreno;
  • vigilare sulle corrette applicazioni delle procedure e misure di sicurezza;
  • prevedere l’utilizzo da parte dei lavoratori di idonei DPI.

Inoltre, è basilare prevedere sempre un’adeguata assistenza all’esterno tale da consentire il recupero di un lavoratore infortunato.

Cadute dall’alto dei gravi dovute a stoccaggio errato di materiale

Per quanto riguarda le misure di prevenzione e protezione nel caso di cadute dall’alto dei gravi dovute a stoccaggio, facciamo riferimento in questo caso all’accatastamento delle rotoballe di fieno che determina, di per sé, un elevato rischio di caduta che può coinvolgere eventuali addetti che operano nelle vicinanze; per questo l’altezza deve essere limitata a non più di quattro, a meno che si adottino specifici sistemi di contenimento.

I capannoni per l’immagazzinamento devono essere dotati di sistemi fissi di contenimento e di delimitazione delle varie aree di stoccaggio al fine di ridurre l’influenza reciproca dei cumuli di rotoballe e la conseguente perdita di stabilità. In linea generale le rotoballe vengono accatastate a colonne e affiancate le une alle altre.

Un’altra modalità di accatastamento è quella a rotoli, vale a dire poggiate a terra per il bordo curvo, ponendo dei cunei sui lati esterni per evitarne il rotolamento.

Le aree di stoccaggio e di movimentazione devono essere delimitate, controllate e rese inaccessibili ai pedoni con apposite recinzioni o barriere. Il deposito deve essere dotato di un sistema di vie ed uscite di emergenza, garantendo la possibilità di uscire dal locale in direzioni alternative possibilmente contrapposte. È necessario stoccare solamente prodotti asciutti e secchi per evitare il rischio di incendio o fenomeni di autocombustione e lasciare idonei spazi per una buona ventilazione.

Per effettuare il carico e lo scarico delle rotoballe, è consigliato utilizzare una macchina dotata di braccio telescopico e pinza idraulica dedicata, in quanto il carico è assicurato all’organo di sollevamento ed il rischio di caduta è inferiore rispetto all’uso dei sistemi a forche.

Nel caso di movimentazione con forche, è preferibile montarle frontalmente alla trattrice, per consentire una migliore visibilità dal posto di guida e un miglior controllo del carico. Il carico o lo scarico non deve essere effettuato in prossimità di linee elettriche aeree.

Infine, un’ulteriore misura preventiva si realizza attraverso la formazione e l’addestramento del personale, che deve comprendere:

  • procedure di lavoro e di gestione dei depositi;
  • uso corretto delle attrezzature per la movimentazione;
  • uso dei dispositivi di protezione individuale.

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