LA MOVIMENTAZIONE MANUALE IN AMBITO SANITARIO

Operatori sanitari: movimentazione manuale dei pazienti e dei carichi

Operatori sanitari: movimentazione manuale dei pazienti e dei carichi
La movimentazione manuale in ambito sanitario

In ambito sanitario e sociale sono moltissime le attività lavorative che interessano la postura o la movimentazione manuale dei carichi, basti pensare al trasporto di apparecchiature mediche, il sollevamento di un assistito dal letto, le attività di primo soccorso o di sala operatoria, il trasporto di malati su letti e barelle, ecc.

In tutti questi casi il lavoratore sottopone il proprio corpo a sforzi ripetuti nel tempo, tuttavia postazioni ergonomiche possono contribuire a ridurre i rischi.

Cos’è l’ergonomia?

L’ergonomia è una scienza che si occupa dell’interazione tra l’uomo e il suo ambiente. All’interno dei luoghi di lavoro, l’ergonomia si occupa della progettazione degli spazi, delle attrezzature di lavoro e dei processi produttivi.

Nell’ambito delle attività lavorative il problema dell’ergonomia è considerato dalla legislazione italiana in relazione alla difesa della salute del lavoratore attraverso il D.Lgs. 81/08 che stabilisce “il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo”.

Nei luoghi di lavoro si possono seguire due approcci ergonomici:

  • Ergonomia reattiva, quando qualcosa deve essere stabilito con azioni correttive;
  • Ergonomia preventiva, ossia il processo di ricerca di aree che potrebbero essere migliorate mediante la progettazione di apparecchiature, attività o ambienti.
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Le patologie da sovraccarico biomeccanico

Tra le strutture che sono a carico delle patologie da sovraccarico biomeccanico troviamo quelle:

  • Osteo-articolari (periartriti, borsiti, capsuliti, tenosinoviti, spondiloartropatie più eventuali discopatie);
  • Muscolo-tendinee (epicondiliti, epitrocleiti, entesiti, dito a scatto, malattia di De Quervain);
  • Neurologiche (mononeuropatie da intrappolamento, canalicolari, compromissioni del plesso cervicale, compressioni radicolari da protrusioni/ernie).

Le caratteristiche di adeguatezza ambientale

Per consentire il corretto uso degli ausili e agevolare il trasferimento del malato, gli spazi e i vari arredi nelle camere devono avere le seguenti caratteristiche:

  • Camere di degenza: spazi sufficienti tra letto e letto, letto e pareti e letti adeguati. Per il transito di un ausilio tra un arredo e un altro lo spazio minimo necessario è di 90 cm.
  • Bagni: spazi sufficienti per l’utilizzo di ausili e sufficiente larghezza delle porte;
  • Servizi WC: spazi sufficienti tra WC e pareti, spazio di rotazione carrozzine e sufficiente larghezza della porta di accesso.

Gli ausili minori per la movimentazione manuale

Gli ausili minori sono ausili meccanici destinati alla facilitazione delle operazioni di movimentazione manuale dei pazienti attraverso manovre di spinta, trazione, scivolamento e scorrimento. Sono stati progettati per l’uso in ospedali, case di cura e strutture sanitarie/assistenziali e per l’assistenza domiciliare e le loro tecniche di utilizzo si basano su principi biomeccanici comprovati.

Gli ausili per il sollevamento o lo spostamento di assistiti o lo spostamento di assistiti parzialmente collaboranti sono ad esempio:

  • Cinture ergonomiche con maniglie;
  • Piattaforme girevoli;
  • Deambulatori;
  • Maniglioni;
  • Carrozzine, le quali per essere funzionanti devono possedere le determinate caratteristiche: poggiapiedi reclinabili, braccioli estraibili, schienale basso (max. 95 cm da terra), freni ben funzionanti, buona manovrabilità e ruote in buon stato di manutenzione.

Inoltre, gli ausili minori possono contribuire alla risoluzione di alcuni problemi di movimentazione manuale dei pazienti parzialmente collaboranti, permettendo in modo particolare di:

  • evitare il sollevamento del paziente;
  • migliorare le prese e il modo di afferrare il paziente;
  • adottare posture meno sovraccaricanti;
  • evitare sforzi in torsione;
  • evitare lesioni cutanee da sfregamento e frizione.

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