IL RIBALTAMENTO DEI MEZZI

Il rischio relativo al ribaltamento dei mezzi rappresenta una delle cause più frequenti degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro

Il rischio relativo al ribaltamento dei mezzi rappresenta una delle cause più frequenti degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro

Attraverso l’analisi del documento INAIL circa il ribaltamento dei mezzi viene presa in esame la statistica relativa alla distribuzione degli infortuni di tipo mortale legati a questa particolare causa che risulta, tra l’altro, essere proprio una delle principali cause di morte sul posto di lavoro.

Da un’analisi settoriale si evince che il 70% dei ribaltamenti avviene all’interno del comparto agricolo-forestale, un settore che interessa un quinto di tutti gli altri eventi mortali presenti nella banca dati del sistema di sorveglianza, segue invece con una quota del 13,2% il comparto edile e dell’8% il settore manifatturiero.

Per quanto riguarda la tipologia dei lavoratori soggetti a questo tipo di infortunio, INAIL rileva che uno su quattro risulta essere pensionato, il 21% lavoratori autonomi, il 26% dipendenti, l’8% irregolare e, quasi con la stessa percentuale del 6,8% lavoratori coadiuvanti familiari, soci e lavoratori con rapporti di lavoro atipici.

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Fattori di rischio nel ribaltamento dei mezzi

Un primo risultato dell’analisi dei fattori di rischio permette di distinguere gli eventi secondo il mezzo coinvolto, in particolare:

  • Trattore/trattrice 45,0%
  • Altri mezzi agricoli specifici 22,7%
  • Mezzi movimento terra 14,7%
  • Carrelli elevatori 10,7%
  • Altri mezzi 6,9%

Inoltre, riguardo ai dispositivi di sicurezza dei mezzi emergono essenzialmente due situazioni molto critiche: apparati presenti ma non utilizzati dagli operatori nel 33% dei ribaltamenti analizzati, oppure del tutto o in parte assenti, anomalia riscontrata nel 65% dei casi.

In particolare, si distinguono il mancato utilizzo della cintura di ritenzione, della struttura antiribaltamento o di entrambi.

Misure preventive

Prima di salire sul mezzo è sempre opportuno valutare determinati aspetti, come ad esempio:

  • le condizioni del luogo di lavoro in cui si opera;
  • la tipologia del mezzo o macchina rispetto alla lavorazione;
  • lo stato di efficienza del mezzo e la relativa manutenzione:
  • le procedure operative da adottare a seconda delle fasi di lavoro;
  • l’organizzazione dei piani di viabilità aziendale anche in relazione alla possibilità di interferenze con altri mezzi semoventi;
  • l’eventuale presenza di persone nel raggio di azione della macchina;

Inoltre, trattandosi di mezzi che richiedono conoscenze specifiche, è necessaria un’adeguata informazione, formazione e addestramento degli addetti alla guida, in conformità con quanto previsto dalla conferenza Stato-Regioni.

Infine, con riferimento alle misure di protezione dei mezzi agricoli va ricordato che ad oggi tutte le trattrici agricole devono avere il telaio di protezione previsto dalla casa costruttrice ed omologato. Lo stesso, per i mezzi sprovvisti, può essere installato successivamente da un’officina autorizzata. Un efficace sistema di protezione tecnicamente riconosciuto è rappresentato dalla concomitante presenza sulla trattrice di un dispositivo di protezione contro il rischio di ribaltamento e di un adeguato sistema di trattenuta del conducente.

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