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LE SOSTANZE OTOTOSSICHE

LE SOSTANZE OTOTOSSICHE

Il rischio uditivo negli ambienti di lavoro

Le sostanze ototossiche

La perdita dell’udito può essere causata dall’esposizione prolungata al rumore, ma anche da determinate sostanze chimiche ototossiche, nocive per la salute dell’apparato uditivo.

Si tratta di componenti chimici generalmente utilizzati in comparti industriali, dove anche il rumore dei macchinari è molto forte, come per esempio gli stabilimenti in cui si producono plastica, vernici, lacche, ecc.

È fondamentale quindi tutelare i lavoratori dai rischi dell’esposizione all’agente fisico rumore, considerando i diversi elementi che possono rendere il soggetto più sensibile al rischio o che possono favorire eventuali lesioni a carico dell’apparato uditivo.

Il documento elaborato dall’Inail dal titolo “La valutazione del rischio rumore” segnala appunto quanto sia importante esaminare accuratamente le fasi lavorative in cui è possibile riscontrare una qualche corrispondenza tra la presenza di rumore, sostanze ototossiche, vibrazioni e componenti impulsivi, ricordando l’importanza dell’analisi dei risultati con il medico competente.

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Gli agenti ototossici

In particolare, un agente ototossico è una sostanza che può danneggiare la funzione dell’orecchio interno, e l’effetto combinato delle sostanze chimiche ototossiche, per inalazione o per contatto cutaneo, e dell’esposizione al rumore è particolarmente dannoso per l’udito. Infatti, la presenza di sostanze chimiche è in grado di causare uno stato anormale dell’orecchio interno, rendendolo vulnerabile ai danni meccanici dovuti al rumore.

Sostanze ototossiche non occupazionali

Le sostanze ototossiche sono generalmente classificate in non occupazionali e occupazionali.

Mentre le sostanze ototossiche non occupazionali sono per lo più costituite da farmaci come antibiotici, salicilati, antineoplastici, ecc., quelle occupazionali sono individuate essenzialmente nei:

  • solventi (etilbenzene, stirene, esano, alcool n-butilico, ecc.);
  • metalli (piombo, mercurio, manganese, ecc.);
  • asfissianti (emonossido di carbonio ed acido cianidrico).

Inoltre, molti prodotti chimici utilizzati in agricoltura sono potenzialmente ototossici, ed è stato dimostrato che l’azione ototossica delle sostanze chimiche viene amplificata dalla presenza di rumore e dalla presenza contemporanea di più sostanze ototossiche.

In particolare, in situazioni con contemporanea esposizione a rumore e ad alcune sostanze ototossiche – toluene, piombo, manganese e alcool n-butilico – l’ACGIH – American Conference of Governemental Industrial Hygienists consiglia di disporre periodici esami audiometrici.

Misurazione dell’esposizione e valutazione del rischio rumore

Il documento Inail propone infine specifiche linee guida relative alla “misurazione dell’esposizione e valutazione del rischio rumore titolo VIII capo II – d.lgs. 81/08” per valutare l’interazione tra rumore, sostanze ototossiche e vibrazioni, al fine di garantire l’adozione di misure preventive, anche in assenza di conoscenze scientifiche sulle relazioni fra dosi e reazioni.

In particolare:

  • graduare il rischio valutando il rapporto tra la concentrazione dell’agente chimico a cui è esposto il lavoratore e il valore limite di soglia di riferimento;
  • graduare il rischio in presenza di un rischio di esposizione a vibrazioni, soggetto ad uno specifico percorso di valutazione (Capo III del d.lgs. 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i.).

Si tratta di proporre un abbassamento dei valori di azione, in funzione della graduazione del rischio rilevata, in relazione ai quali attivare le procedure di sorveglianza sanitaria.

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Si tratta di proporre un abbassamento dei valori di azione, in funzione della graduazione del rischio rilevata, in relazione ai quali attivare le procedure di sorveglianza sanitaria.

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