UNI EN ISO 7730: VALUTAZIONE DEL RISCHIO MICROCLIMA

Normativa e indici di comfort termico

UNI EN ISO 7730: valutazione del rischio microclima
UNI EN ISO 7730: valutazione del rischio microclima

Il D.lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro alla valutazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, compresi quelli collegati alle condizioni microclimatiche; l’allegato IV fornisce indicazioni di massima riguardo all’idoneità dell’aerazione, della temperatura e dell’umidità degli ambienti di lavoro, ma non fornisce informazioni di tipo quantitativo sui valori dei parametri microclimatici da rispettare. Il Decreto infatti non stabilisce specifici valori limite, ma raccomanda di attuare la valutazione esaminando il tipo di attività svolta dal lavoratore.

Per gli ambienti termici moderati, poiché lo stress prodotto dalle condizioni termo-igrometriche è ridotto per assenza di importanti scambi termici fra soggetto e ambiente, occorre valutare lo scostamento esistente tra le condizioni microclimatiche reali (misurate) e quelle standard di benessere, mediante il calcolo di specifici indici di comfort termico, funzione delle variabili oggettive e soggettive.

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UNI EN ISO 7730: valutazione del discomfort locale

Il riferimento tecnico principale per la valutazione del comfort microclimatico in ambienti termici moderati è costituito dalla norma UNI EN ISO 7730, essa si basa sia sul valore assunto dalla temperatura operativa To, indice della sensazione di caldo o di freddo (media aritmetica della temperatura dell’aria e della temperatura media radiante), sia sugli indici di Fanger.

Il discomfort locale è legato alla limitazione degli scambi termici localizzati in specifiche aree superficiali del corpo umano. E se la situazione ideale si raggiunge annullando ogni eventuale causa che possa indurre nel soggetto sensazioni di discomfort, nella norma UNI EN ISO 7730 invece si fa riferimento a quattro diversi fattori di discomfort locale legati alla presenza di:

  • correnti d’aria;
  • differenze verticali di temperatura;
  • pavimenti con temperatura eccessivamente alta o bassa;
  • asimmetrie radianti.

I più importanti parametri individuali, o variabili soggettive, che influiscono sul comfort termico invece sono rappresentati da:

  • metabolismo della persona;
  • abbigliamento indossato;
  • tipo di attività svolta.

Tutti questi parametri devono essere valutati attentamente, per evitare che le condizioni microclimatiche influenzino la salute e il benessere dei lavoratori.

Indici di Fanger: PMV E PPD

Nel caso della valutazione degli ambienti moderati, gli indici utilizzati, secondo la norma UNI EN ISO 7730, sono il Voto Medio Previsto (Predicted Mean Value – PMV) e la Percentuale Prevedibile di Insoddisfatti (Predicted Percentage Dissatisfied – PPD) ad esso correlato.

Un ambiente termico moderato viene valutato confortevole secondo la norma UNI EN ISO 7730 quando sono contemporaneamente soddisfatti i criteri di confort globale e locali ovvero se:

  • PMV risulta in valore assoluto pari o inferiore all’opportuno valore limite di accettabilità;
  • ciascuno degli indici di discomfort locale risulta inferiore al proprio limite di accettabilità.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il documento prodotto dall’Inail: Indici di valutazione per ambienti moderati.

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